Pasquale Natuzzi 




 

Santeramo in Colle è un comune italiano di 26.854 abitanti della provincia di Bari, in Puglia. Per altitudine, è il più alto della provincia di Bari.

L'agro di Santeramo in Colle presenta i tipici tratti geomorfologici del territorio carsico: un substrato calcareo, con affioramenti rocciosi e presenza di lame, doline e inghiottitoi. L'articolazione morfologica e vegetativa permette di individuare tre zone distinte: il bosco, le Murge, le matine:

  • il bosco è la zona situata in direzione Bari, così chiamata perché anticamente vedeva la presenza di vaste estensioni di querceti, oggi quasi del tutto estinti, che hanno lasciato il posto a terreni coltivati ed aree fortemente antropizzate.
  • Le Murge sono l'elemento che caratterizza maggiormente il territorio di Santeramo e sono formate prevalentemente da rocce di natura calcarea, che lo attraversano da Sud a Nord dal Serrone a Murgia Sgolgore. Particolari sono le Quite, sulla via Alessandriello, caratterizzate da una maglia ordinata di muri a secco (i parate), trulletti (i casédde) e specchie.
  • Le Matine, in direzione Matera, sono rappresentate da una vasta pianura, un tempo paludosa, che costituisce la zona fertile del territorio santermano e sono caratterizzate da estese coltivazioni di cereali e dalla presenza di numerosi insediamenti rurali
Economia
Le attività agricole principali riguardano la coltivazione di uva da vino e dell'ulivo, mentre per l'allevamento abbiamo ovini e bovini ma soprattutto equini, tanto è vero che Santeramo è conosciuta in tutta la zona come la "Città della carne di cavallo" con le sue numerosissime rosticcerie che puntualmente tutte le sere sono stracolme di gente proveniente da tutta la provincia di Bari  e anche dalla vicina Basilicata , Definita la "Svizzera d'Italia" fino a qualche anno fa per il bassissimo tasso di disoccupazione, Santeramo vanta anche il primato di "Città mondiale del salotto", in quanto hanno sede le Industrie Natuzzi  leader del mobile imbottito quotata alla borsa di Wall Street.

 Clima

Il clima di Santeramo è clima temperato semicontinentale, di transizione tra quello mediterraneo e quello continentale a causa dell'altitudine e della lontananza dal mare. La temperatura in inverno si aggira intorno ai +4 °C, mentre in estate oscilla intorno ai +21 °C con una elevata percentuale di umidità. Le precipitazioni annuali si attestano attorno ai 600 mm. Nei periodi invernali frequentemente cade la neve, specialmente in presenza di aria fredda di origine balcanica, con accumuli a volte anche notevoli. Nei mesi invernali è frequente la nebbia, soprattutto in condizioni anticicloniche o con correnti umide meridionali, provenienti dal Mar Ionio.

Architetture religiose

  • Cattedrale e Parrocchia Sant'Erasmo
  • Parrocchia del SS Crocifisso
  • Parrocchia del Sacro Cuore
  • Chiesa del Carmine
  • Chiesa di sant'Eligio
  • Chiesa di san Giuseppe
  • Chiesa Maria SS. Annunziata
  • Chiesa di santa Lucia
  • Chiesa di san Domenico
  • Chiesa Maria SS. della Pietà
  • Chiesa Madonna del Rosario di Pompei (Monfortani)
  • Chiesa Madonna di Fatima

Architetture civili

  • palazzo Colonna
  • palazzo Marchesale
  • palazzo Netti
  • palazzo Sava
  • palazzo Giandomenico
  • palazzo Municipale
  • Castello Tangorra

Teatri

Cucina

La cucina tipica santermana è basata essenzialmente sui prodotti locali: grano, olio, vino, carni, formaggi, ortaggi e frutta.

La produzione di rilevanti quantità di cereali nella zona pianeggiante delle Matine permette la realizzazione di prodotti di buona qualità, come pane otto nel forno a legna, biscotti, taralli, focacce, friselle.

Il territorio circostante è caratterizzato dalla presenza di numerose aziende zootecniche che consentono di far gustare dell'ottima carne e dei buoni latticini e formaggi. La pasta tipica è fatta a mano con semola di grano duro e prende la forma di cavatelli, orecchiette, fricelli. Piatti tipici sono le orecchiette con i fricelli, le orecchiette con le cime di rape, i cavatelli con il sugo di braciole, i cavatelli lunghi con i cavolfiori e la mollica soffritta, i cavatelli con i funghi cardoncelli, le fave bianche con le cicorielle campestri, l'agnello allo spiedo con patate e cipolle, le "gnumiredde" (involtini di frattaglie di agnello o agnellone avvolti dalle budella dello stesso animale), i lampascioni lessi con olio e pepe. Molto diffuso è il consumo di carne equina (cavallo e asino) presso le numerose rosticcerie del paese che attirano molti forestieri. Tra i dolci tipici vi sono le castagnelle di marzapane, le carteddate e i purciddi con il vincotto ricavato dalla cottura dei fichi, le scarcedde pasquali con uova lesse a forma di colombe, cavalli e borsette. Da segnalare la produzione di vini, tra cui il Primitivo ed il Novello. Tra le aziende produttrici si segnalano Cantine del Colle, Tenuta Viglione, Vinicola Divella